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Interviste a Giorgio Fontana e a Valeria Parrella

Nella giornata di sabato 10 ottobre nella località piemontese di Alba, durante la mattinata, si è tenuto il dibattito tra gli autori italiani Giorgio Fontana e Valeria Parrella, partecipanti alla decima edizione del premio Lattes Grinzane e finalisti del concorso con i rispettivi libri facenti parte della cinquina selezionata dalla giuria.

L’intervista inizia con la presentazione dei due romanzi. Giorgio Fontana partecipa come finalista con il suo romanzo centenario Prima di noi. Romanzo pubblicato nel 2020 dalla casa editrice Sellerio. L’autore spiega che il suo romanzo è come un racconto centenario, un lavoro corposo, non solo per la moltitudine di dettagli contenuti nel libro, ma anche per l’incredibile quantità e qualità delle informazioni della storia dell’Italia del secolo appena passato. Fontana rivela che nel suo racconto non voleva concentrarsi su un unico protagonista, bensì su 4 generazioni e come il suo sia stato un lavoro lungo e faticoso, iniziato ben 11 anni prima della pubblicazione e ci sia voluto un ragionamento e uno studio molto difficile e complicato per arrivare a creare un romanzo così massiccio. Una domanda particolare che viene proposta dall’intervistatore sia a Giorgio Fontana che a Valeria Parrella è la seguente: “Quando qualcuno può dire di essere diventato scrittore?”. Una domanda intensa e complicata a cui Fontana non riesce subito a trovare una risposta. Quello che dice in seguito alla momentanea riflessione è che è difficile diventare scrittori. Il pensiero di Fontana si sofferma su come non si possa pensare di essere diventati scrittori tutto a un tratto, bensì con moltissimo lavoro e infinita pazienza e calma, in particolare nei dettagli della scrittura.

Dopo Giorgio Fontana è il momento di Valeria Parrella, con il suo romanzo intitolato Almarina pubblicato da Einaudi. Dalle domande poste e dalle sue risposte si riescono a conoscere maggiormente non solo la storia del libro finalista, ma anche la vita, l’infanzia e i desideri dell’autrice.

La prima domanda svela uno dei misteri del libro ovvero il motivo per cui l’autrice scelse una frase tratta da “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci prima di iniziare a raccontare la storia trattata. La Parrella confessa di trovare la frase molto commovente. È stata scritta durante la prigionia assoluta di Gramsci, in una delle tante lettere che rivolgeva alla sua famiglia e ai suoi cari, ed è la testimonianza del fatto che non parlasse di sé o di come stava vivendo quella dura esperienza, ma raccontava le cose che vedeva con gli occhi del cuore e della mente, perché la rosa e la lucertola citate erano gli unici elementi che gli ricordassero che cos’era la vita fuori da quelle pareti di pietra e quelle finestre sbarrate. Successivamente all’autrice viene chiesta la motivazione per cui avesse scelto proprio una insegnante di matematica e come è nata la scelta di voler ambientare le vicende nel carcere di Nisida. Confessa di aver voluto dare un tocco personale alla storia, lei infatti avrebbe voluto diventare una professoressa di matematica e quindi ha scelto di inserire questo particolare in uno dei personaggi principali del romanzo ovvero Elisabetta, una donna vedova che trova in Almarina, una ragazza rumena, un modo per diventare madre ed essere felice. La scelta del carcere come ambientazione è stata influenzata da un’esperienza che Valeria Parrella ha vissuto sulla sua pelle, è stata infatti per quattro anni una volontaria in questo riformatorio, afferma anche che la descrizione geografica e degli spazi è realistica.

Tutti noi ci siamo sempre chiesti da dove vengono i titoli utilizzati nelle opere letterarie, l’autrice confessa di aver sempre avuto fin da bambina un quaderno con al suo interno tutti i nomi che in futuro avrebbe voluto dare alle sue pubblicazioni, fin da piccola aveva la scrittura nel sangue.

Alla fine del dibattito tra i due autori, il presentatore lascia spazio ai pochi studenti di Alba che hanno seguito la conferenza dal vivo per porre le loro domande, è presente quindi un momento di interazione tra pubblico e scrittore. A causa della situazione spiacevole provocata dal COVID-19 non tutte le giurie studentesche hanno potuto partecipare dal vivo a questa esperienza, ma grazie all’eccellente organizzazione, anche i meno fortunati sono riusciti a seguire l’intervista in streaming con successo.

Battistella Vera e Hysollari Francesco ( 3BSCA)