Il premio vissuto a distanza

Maaza Mengiste

Tra le numerose emozioni che il Premio Lattes Grinzane regala, la più forte e memorabile è forse l’incontro con gli autori e le autrici di quei libri che avevano dato forma a numerosi viaggi ed esperienze della mente e sui quali si era a lungo riflettuto: un tipo di esperienza che, purtroppo, la partecipazione a distanza agli eventi del Premio non permette. Non per questo tale modalità priva gli studenti del suo forte valore di far sentire comunque parte del Premio e di tutti gli appuntamenti che prevede. Così, anche attraverso uno schermo il Premio arriva nelle case di chiunque sia impossibilitato ad essere presente.

Uno degli eventi significativi è stata la Lectio magistralis tenuta da Maaza Mengiste. Un’occasione che la scrittrice ha colto per portare l’attenzione sul tragico tema della guerra, del conflitto che il mondo vive, riferendosi in particolare alla violenza perpetrata da Israele verso la popolazione civile della Striscia di Gaza in reazione all’assalto del 7 ottobre 2023. L’aspetto su cui si sofferma Maaza Mengiste è quello del linguaggio, e lo fa servendosi anche dello scritto di due studiose palestinesi che cercano di “trovare un linguaggio per comprendere la catastrofe che si sta consumando a Gaza”. Eppure, sperimentiamo tutti un’incapacità di dire, di verbalizzare, di descrivere con chiarezza. Forse, però, pure questa incapacità è parte del nostro linguaggio; un linguaggio che non deve trovare un senso ma che, oltre al riconoscere l’incomprensibilità di quanto accade, si rifiuta di arrendersi e riflette le devastazioni, testimonia la crudeltà e la realtà, mostra quindi l’”instabilità formale” con cui la struttura letteraria stessa dell’opera delle due esuli palestinesi rispecchia quella “forza meteorica” annichilente, quella catastrofe che sta piegando sotto di sé Gaza. Rimane, con ciò, l’opposizione al linguaggio della violenza, della guerra, della prevaricazione, della forza con cui, ultimamente, si preferisce rapportarsi all’altro, imporre la propria superiorità, distruggere la Pace e l’Amore. La letteratura quindi ha ancora le parole per esprimere la realtà?

Pierluca Battistella