L'incontro che non c'è stato

L’11 ottobre 2025 sarebbe stata una giornata indimenticabile: saremmo finalmente riuscite ad intervistare Alia Trabucco Zeran, autrice del libro “Pulita”: avevamo anche preparato una serie di domande da porle alla conferenza. Tuttavia, una volta raggiunta la sala convegni, abbiamo ricevuto la notizia che l’autrice non sarebbe stata presente. Nonostante un iniziale momento di delusione, abbiamo cercato di immaginarci come avrebbe risposto alle nostre domande se fosse stata presente.

  • Prima domanda: A noi il finale del libro è parso di tipo aperto. Lei lo interpreta diversamente?

Risposta: Il finale può essere interpretato in diversi modi a seconda del punto di vista del lettore. Da un lato può essere considerato chiuso, in quanto il rapporto tra la bambina e la domestica è terminato e l’esperienza nella casa come domestica è finita. Tuttavia, può anche essere visto come un finale aperto, in quanto si sta aprendo un nuovo capitolo per lei, e rimane il grande dubbio sul suo interlocutore ipotetico.

  • Seconda domanda: Il linguaggio scorrevole ed immediato che lei ha utilizzato nel libro è semplicemente una caratteristica del suo personale stile di scrittura oppure è stata una scelta adottata specificamente per questo libro?

Risposta: Sicuramente è una domanda complessa, ho cercato di immedesimarmi in Estela anche attraverso il linguaggio trasmettendo così tutte le sue emozioni, la sua angoscia, anche la sua astuzia e complessità d’animo.

  • Terza Domanda: Viene reso noto più volte il sentimento di Estela nei confronti di Julia, poco si capisce dal punto di vista della bambina. Cosa prova lei nei suoi confronti?

Risposta: Julia vede Estela come un'amica e una confidente, con cui nascondere i suoi guai e con cui combinarne a sua volta. Allo stesso tempo però la considera un bersaglio per i suoi scherzi. Tuttavia, le è affezionata e non riesce a immaginare una vita senza di lei.

  • Domanda conclusiva: Ci ha colpito la frase “ci sono molti modi di parlare. La voce è solo il più semplice”. Quali sono secondo lei altri modi di comunicare?

Risposta: Il silenzio, il linguaggio del corpo e lo sguardo. Possono esprimere affetto, rabbia, paura o complicità senza bisogno di parole.

Mariel Broekhuisen e Giorgia Lorenzon -3 B SCA